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"È in fase di definizione, per la prossima sottoscrizione, il nuovo Accordo per la valorizzazione del sistema scientifico dei Centri di ricerca nazionali ed internazionali, delle Università e dei Parchi scientifici e tecnologici presenti in Friuli Venezia Giulia.." [...]

 

Intervista a Francisco Baralle che si appresta a passare la carica a Mauro Giacca.

 

Realizzato un progetto a lungo inseguito da EvK2CNR: è stata installata ed è operativa l’Everest  Seismic Station - Pyramid.

 

Enrico Alleva, dell’Istituto Superiore di Sanità, presenterà i risultati delle sue ultime ricerche in una conferenza pubblica alla SISSA.


 

La SISSA partecipa a un studio internazionale sull’espressione del genoma tracciando una mappa di come i geni variano nei tessuti biologici.

 

Le stelle, per certi versi, possono essere descritte in maniera molto semplice....

 

Toccabili con mano i risultati concreti di tre progetti di ricerca industriale pluriennali per l’inclusione sociale delle persone anziane e disabili.
Due appartamenti-test dimostrano che l’ingresso in casa di riposo può essere ritardato quando non evitato.

 

Lo dicono la scienza e l’esperienza “sul campo”: sono la cultura e la conoscenza le vere risposte da dare al razzismo. Il ministro Kyenge alla SISSA per la conferenza “Neuroscience of Racism” con Elisabeth Phelps, neuroscienziata della New York University.


Maggiore efficienza nella riduzione delle emissioni inquinanti, nella produzione di materiali e di energia: Università di Trieste con collaborazioni in USA che ha messo a punto un metodo semplice ed efficace per comprendere come funzionano i catalizzatori eterogenei.

 

Le Valutazioni sulla Qualità della Ricerca pubblicate dall’ANVUR confermano la SISSA al primo posto per tutti tre i suoi settori di ricerca. Un risultato senza pari in Italia, che dimostra l’altissima qualità nelle pubblicazioni scientifiche della Scuola.

 

Business, networking e convivialità saranno al centro di una serie di eventi che avrà luogo il 23 luglio 2013 in AREA Science Park. L’occasione è l’arrivo a Trieste di Barcamper, il programma per le startup finalizzato all’accelerazione e alla creazione d’impresa, attraverso la ricerca sul territorio di idee ad elevato impatto.

 

“Si tratta di un evento importante, uno dei punti forti del programma di Trieste Estate una sorta di sperimentazione di quello che potrà essere il futuro centro per la scienza nell'ex Pescheria. È come una finestra su quello che Trieste ancora non è ma un giorno sarà.."


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TOSSICITÀ DELL'AMIANTO: SAREBBE IL FERRO L'IMPUTATO PRINCIPALE

Tossicità dell’amianto: sarebbe il ferro l’imputato principale.
 Grazie alla luce di sincrotrone, condotta la prima mappatura chimica di un tessuto esposto all’amianto.

 
Trieste. Un’equipe di ricercatori di Elettra, dell’Ospedale Burlo Garofolo e dell’Università di Trieste, fa luce sui meccanismi alla base della tossicità dell’amianto. Frutto di un’innovativa analisi su campioni di tessuto polmonare provenienti da pazienti esposti all’amianto, gli ultimi risultati ottenuti dal gruppo triestino, in collaborazione con ricercatori del sincrotrone francese Esrf e dell’Università di Udine, mettono in luce il ruolo fondamentale del ferro nello sviluppo del mesotelioma e conquistano le pagine di Scientific Reports, rivista del gruppo Nature.
 
Amianto e mesotelioma pleurico. Sono termini drammaticamente legati. Il primo è un minerale ampiamente utilizzato in edilizia fino a pochi anni fa per il suo basso costo e la sua eccezionale resistenza al calore. Il secondo, un tumore particolarmente aggressivo della pleura (la parete interna del torace che riveste i polmoni) che ha nell’esposizione all’amianto il suo principale fattore di rischio.
 
La pericolosità dell’amianto è infatti legata alla sua struttura fisica: le sue microscopiche fibre sono facilmente inalabili e possono depositarsi nei polmoni causando diverse malattie fra cui l’asbestosi (presenza di cicatrici nel tessuto polmonare), il tumore al polmone e, appunto, il mesotelioma. I meccanismi precisi che spieghino la potenza cancerogena dell’amianto, non sono tuttavia del tutto chiari, anche se la tendenza delle fibre – già riscontrata in diversi studi - ad assorbire il ferro circostante alterandone l’omeostasi, ovvero l’equilibrio, sembra essere una caratteristica fondamentale alla base della loro tossicità.
 
“Indice inequivocabile dell’esposizione all’amianto – spiega Clara Rizzardi, medico dell’Università di Trieste - è la formazione dei cosiddetti corpi dell’amianto, o corpi dell’asbesto nel tessuto polmonare. Strutture, queste, che nascono dalla deposizione attorno alle fibre d’amianto di ferro libero, proteine che trasportano il ferro, mucopolisaccaridi e altri materiali. Un tentativo dei  macrofagi  polmonari (cellule deputate alla difesa del tessuto) di isolare l’intruso avvolgendolo con una sorta di conchiglia ma, d’altra parte, un enorme serbatoio di ferro che, in quantità eccessiva e se liberato, può risultare tossico per il DNA cellulare”.
 
Per far luce su questi meccanismi, gli autori dell’articolo hanno condotto una serie di analisi su campioni di tessuto polmonare conservati all’ospedale di Monfalcone e provenienti da pazienti esposti all’amianto.
 
 “Grazie a una combinazione di tecniche basate sulla luce di sincrotrone (la microscopia e la spettroscopia a raggi X) in grado di fotografare in una sorta di mappa chimica la distribuzione degli elementi presenti – spiega Alessandra Gianoncelli di Elettra – abbiamo evidenziato importanti correlazioni fra la morfologia e la chimica dei corpi dell’asbesto e del tessuto polmonare circostante”.
 
Il primo oggetto d’osservazione è stato proprio il ferro. Le analisi hanno evidenziato in modo inequivocabile come le fibre e i corpi dell’asbesto causino un grande accumulo di ferro nelle cellule macrofaghe e nel tessuto circostante. La mappatura chimica tracciata dai ricercatori, ha però fornito ulteriori fondamentali indicazioni. Sia estendendosi ad altri elementi chimici, sia rilevando la presenza di diverse “forme” dello stesso.
 
“Da un lato – continua Gianoncelli - abbiamo evidenziato che anche fosforo, calcio e magnesio partecipano al processo, confermando quanto indicavano già alcuni studi. Dall’altro, e per la prima volta, abbiamo scoperto che nei corpi dell’asbesto sono presenti almeno due tipi di ferro. Accanto al ferro trivalente che ci aspettavamo, corrispondente alla ferritina, abbiamo infatti trovato percentuali significative di ematite (un altro minerale a base di ferro), ragionevolmente frutto di una trasformazione della ferritina con il passare del tempo”.

Anna Pisano
Fonte: Sincrotrone Trieste

Pubblicato il 23/04/2013
 

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